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Legge di bilancio 2025

Come funziona l'iter della manovra, le tensioni nella maggioranza e le principali misure del disegno di legge di bilancio 2025: Irpef, Ires, sanità e istruzione.

De Officio9 min di lettura
Legge di bilancio 2025

La legge di bilancio è un documento proposto dal governo e approvato dal Parlamento, attraverso il quale vengono programmate le spese e le entrate dello Stato per l'anno successivo. L'iter che porta alla sua approvazione prevede una serie di passaggi che, in virtù dei trattati europei (TUE e TFUE), coinvolgono anche la Commissione dell'Unione Europea.

Al momento della stesura di questo articolo, la legge di bilancio per il 2025 è in discussione nelle camere del Parlamento italiano. Presentata dal governo e trasmessa al Parlamento per l'approvazione il 23 ottobre 2024, le forze politiche stanno ancora dibattendo su numerosi temi fondamentali, tra cui la riduzione della pressione fiscale, le politiche per il lavoro, il sostegno alle famiglie e la sanità. È fondamentale, tuttavia, che venga raggiunto un accordo entro la fine dell'anno; in caso contrario, il Parlamento sarebbe costretto a riadottare la legge di bilancio approvata per il 2024, utilizzando un dodicesimo dei fondi, mese per mese, previsti da quest'ultima, per un massimo di quattro mesi, fino all'approvazione del nuovo testo in discussione.

Vediamo ora nel dettaglio come funziona l'iter di approvazione della legge di bilancio italiana.

Ciclo di bilancio

Come anticipato nel paragrafo introduttivo, il processo di approvazione della legge di bilancio coinvolge anche l'Unione Europea. Questo si verifica grazie all'introduzione, avvenuta nel 2011, del semestre europeo: un sistema di supervisione e garanzia della coerenza delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri. Le istituzioni europee, in particolare la Commissione Europea, valutano quindi i documenti programmatici di finanza pubblica dei diversi Paesi.

A metà aprile, gli Stati membri presentano all'UE i Piani Nazionali di Ripresa (PNR) e i Piani di Stabilità e Convergenza (PSC), redatti tenendo conto delle linee guida di politica economica definite dal Consiglio Europeo a febbraio. Successivamente, la Commissione elabora raccomandazioni di politica economica e di bilancio specifiche per ciascun Paese.

Nella seconda metà dell'anno, durante il cosiddetto semestre nazionale, gli Stati membri si impegnano a redigere una legge di bilancio sostenibile, tenendo conto delle raccomandazioni dell'UE. Entro il 15 ottobre, il governo trasmette alla Commissione Europea e, contestualmente, alle Camere, il progetto di documento programmatico per l'anno successivo. Entro il 20 ottobre, invece, il governo deve presentare alle Camere il disegno di legge di bilancio.

La Commissione Europea, generalmente entro il 30 novembre, emette un parere sul documento programmatico. Questo parere deve essere preso in considerazione dal Parlamento e dal governo nazionali per concludere l'esercizio finanziario entro il 31 dicembre. Qualora la legge di bilancio non venga approvata entro tale data, si verifica uno stallo finanziario: lo Stato non può effettuare spese né richiedere risorse senza una legge che le autorizzi. Per garantire la continuità economica e finanziaria, l'articolo 81 della Costituzione consente il ricorso a un esercizio provvisorio per un massimo di quattro mesi. In questo periodo, il Parlamento può approvare una nuova legge di bilancio, oppure adottare temporaneamente quella dell'anno precedente, assicurando così il funzionamento dello Stato fino alla definitiva approvazione del nuovo testo.

Disegno di legge di bilancio 2025

Giovedì 12 dicembre, il disegno di legge di bilancio per il 2025 è stato depositato presso la Commissione Bilancio della Camera, pronto per essere modificato e nuovamente discusso. Nonostante negli ultimi due anni di governo il centrodestra abbia cercato di mostrarsi compatto anche nelle situazioni più delicate, il confronto su questa legge ha reso evidenti alcune tensioni interne.

Antonio Tajani, pur minimizzando i contrasti con Matteo Salvini e avvertendo la sinistra di non illudersi che «per un emendamento che non abbiamo votato ci siano problemi nella maggioranza», non è riuscito a dissipare completamente l'impressione di un clima teso tra i due vicepremier. In un contesto in cui Giorgia Meloni sembra assumere il ruolo di mediatrice, paragonabile a una madre intenta a placare il litigio tra due fratelli, i dirigenti più autorevoli della coalizione di destra continuano a smentire pubblicamente qualsiasi attrito interno.

Tuttavia, i tempi stringono: se entro il 31 dicembre la maggioranza non dovesse raggiungere un accordo su un testo che soddisfi le richieste di tutte le componenti del governo, la situazione potrebbe complicarsi ulteriormente. Vediamo ora quali sono i principali temi ancora in discussione nel disegno di legge presentato dal governo.

Riforma Irpef

Il disegno di legge conferma le aliquote per scaglioni di reddito: 23% fino a 28.000 euro di reddito; 35% oltre 28.000 e fino a 50.000 euro di reddito; 43% oltre i 50.000 euro di reddito.

Taglio Ires

L'IRES (Imposta sui Redditi delle Società) è un tributo proporzionale, con un'aliquota uniforme per tutti i soggetti, attualmente fissata al 24%. La manovra prevista dal nuovo disegno di legge, secondo quanto riportato da Sky TG24, propone una riduzione dell'aliquota al 20% per le imprese che rispettino una serie di condizioni.

In particolare, l'agevolazione sarebbe riservata alle aziende che:

  • Rinunciano alla cassa integrazione per gli anni 2024 e 2025;
  • Mantengono nel 2025 una media di occupati pari o superiore a quella degli anni 2022, 2023 e 2024;
  • Aumentano l'occupazione dell'1%;
  • Destinano almeno l'80% degli utili alla propria azienda, con un reinvestimento minimo del 30% in beni strumentali legati ai programmi di Transizione 4.0 o 5.0.

Flat tax

Il disegno di legge dovrebbe prevedere anche un leggero aumento della soglia minima del reddito autonomo per accedere alla flat tax al 15%, portandola da 30.000 a 35.000 euro. La misura coinvolgerebbe anche i lavoratori dipendenti e i pensionati titolari di partita IVA.

Istruzione

Secondo i dati condivisi dal Ministero dell'Istruzione, sono state allocate diverse risorse specifiche per il settore scolastico:

  • Incrementi retributivi per il personale scolastico pari al 5,4% a regime, un valore superiore all'inflazione programmata;
  • Grazie al taglio del cuneo fiscale, ossia la riduzione delle imposte, dirette e indirette, sul costo del lavoro fino a 40.000 euro lordi, tutto il personale scolastico beneficerà di un aumento stipendiale compreso tra il 6% e il 7%;
  • Stanziamento di 25 milioni di euro per la valorizzazione del sistema scolastico e 75 milioni di euro per coprire i maggiori oneri legati all'avvio di un piano di stabilizzazione dei docenti di sostegno per l'anno scolastico 2025/2026. Questo finanziamento include l'assunzione di 5.000 insegnanti di sostegno in più;
  • Incremento di 60 milioni di euro del fondo destinato alla Carta del Docente.

Tuttavia, la manovra ha suscitato polemiche per l'introduzione di un voucher da 1.500 euro, destinato alle famiglie con un reddito ISEE fino a 40.000 euro, spendibile esclusivamente presso scuole paritarie. Il finanziamento complessivo per questa misura ammonta a 65 milioni di euro annui.

Gli esponenti del Movimento 5 Stelle hanno criticato questa proposta, definendola come un attacco alla scuola pubblica che non garantisce il principio di uguaglianza dei diritti agli studenti. Anche Nicola Fratoianni (AVS) si è opposto, sostenendo che la misura viola l'articolo 33 della Costituzione, che recita:

"La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato".

Sanità

L'articolo 47 del disegno di legge di bilancio prevede "la quantificazione dell'incremento del livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato". Tale incremento ammonta a 1.302 milioni di euro e mira a coprire gli oneri del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) a carico dello Stato.

Tra le misure proposte figura l'introduzione di una flat tax al 5% sugli straordinari degli infermieri del SSN. Inoltre, a partire da gennaio 2025, è previsto un aumento di 50 milioni di euro per le indennità del personale dei servizi di pronto soccorso, che raddoppierà a 100 milioni di euro nel 2026.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, sulla base delle stime contenute nel DEF 2024, si prevede una crescita media annua del 2% della spesa sanitaria nel triennio 2025-2027. Tuttavia, è importante sottolineare che, nel 2023, l'Italia si è collocata al sedicesimo posto tra i 27 Paesi europei per spesa sanitaria pubblica pro-capite, secondo i dati della Fondazione Gimbe. La spesa sanitaria pubblica italiana rappresenta il 6,2% del PIL, un valore inferiore alla media europea del 6,9%.

Web tax

Un'altra questione particolarmente dibattuta e successivamente modificata riguarda la tassa sui servizi digitali. Inizialmente prevista anche per le piccole e medie imprese, il governo, con il nuovo pacchetto di emendamenti, ha deciso di limitarne l'applicazione alle aziende con un fatturato complessivo superiore a 750 milioni di euro.

Bilancio 2025

Queste, ovviamente, sono solo alcune delle principali questioni trattate nel disegno di legge redatto dal governo. In questi giorni, si è discusso ampiamente anche di temi come il Canone Rai, le criptovalute e il decreto sicurezza. Materie che, solo una volta adottato il disegno di legge, potremo sapere che impatto avranno sul bilancio del prossimo anno.

Secondo il Ministero dell'Economia e delle Finanze, le previsioni delle entrate totali per l'anno 2024 nelle casse dello Stato sono pari a 687.567 milioni di euro, mentre le spese finali ammontano a 886.419 milioni.

In base alla documentazione parlamentare della Camera dei deputati, la manovra della prima sezione comporta, per il 2025, una riduzione delle entrate per circa 7 miliardi di euro e un aumento delle spese di circa 7,4 miliardi, con un impatto complessivo di circa 14,4 miliardi per il prossimo anno. Per quanto riguarda la seconda sezione, si prevede una diminuzione delle spese pari a 4,7 miliardi di euro nel 2025.

Nel complesso, l'effetto della manovra, derivante dall'insieme delle due sezioni del disegno di legge di bilancio 2025, si traduce in un impatto netto di circa 9,7 miliardi di euro. L'articolo 1 del disegno di legge di bilancio 2025 delinea i risultati differenziali del bilancio dello Stato, fissando il saldo netto da finanziare per il 2025 a circa 187,3 miliardi di euro.

In conclusione, sebbene la legge di bilancio 2025 rappresenti uno strumento fondamentale per orientare le politiche economiche e le priorità di spesa dello Stato, sarà cruciale monitorarne l'attuazione, soprattutto alla luce delle sfide economiche interne e globali. L'approvazione finale della legge segnerà un passo determinante per la stabilità e la crescita del Paese.

Scritto da

De Officio

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